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Quel Pastore che Viene da Lontano

  

 

 

 

 

 

Il Pastore dell'Asia Centrale non è un cane per tutti!

Probabilmente  il pastore asiatico è il discendente dei grossi cani orientali che in questa zona si sono sviluppati in una razza di tipo primitivo e che ha la capacità di vivere in condizioni estreme, anche senza la presenza dell’uomo perchè questi cani sono in grado di procurarsi il cibo da soli.
Circoscritto per secoli in un’area specifica e utilizzato nel suo lavoro di custode e ausiliario nella conduzione (non è propriamente un conduttore) delle bestie al pascolo, il Pastore dell’Asia Centrale è giunto fino a noi con tutte le caratteristiche dei suoi antenati.
Ha un carattere schietto e complesso allo steso tempo e, certamente, non è un cane adatto a tutti. E’ un animale molto robusto, dotato di un’eccezionale capacità di adattamento a ogni condizione climatica, capace di prendere decisioni autonome e molto resistente alla fatica. E’ un cane con un solido sistema nervoso e nel complesso molto indipendente, dignitoso, attivo, attaccato al padrone, ma non servile e, soprattutto, equilibrato e capace di valutare con calma le situazioni e di calcolare bene le eventuali reazioni. Sè però la situazione lo richiede il suo scatto sarà fulmineo e mostrerà, a dispetto della mole non indifferente, movimenti estremamente agili.

 

 

   
 

 

Un cane diffidente con gli estranei, ma senza eccesso di nervosismo. Caratteristica importante della razza è la docilità, Il Pastore dell’Asia Centrale obbedisce volentieri e naturalmente al padrone; ai bambini andrà insegnato di rispettare il cane, che però non manifesta mai, nei confronti dei più deboli, comportamenti aggressivi. Con I membri della famiglia il Pastore dell’Asia Centrale è affettuoso, con effusioni contenute, ed è sempre pronto a intervenire in loro difesa se necessario.
Non è un cane per tutti e il padrone ideale dovrà adottare le giuste strategie per controllarne il carattere, affascinante ma non semplice, che va guidato e fin dalla più tenera età.

 

  
 

 

Al fine di soddisfare la curiosità di tanti appassionati ritengo opportuno riportare un articolo del famoso Giudice ENCI Barone Piero Renai della Rena sul Mittelasiatico.

“Rustico, coraggioso e affidabile: breve ritratto di un guardiano nato.

Quel Pastore che viene da lontano

Dalle sconfinate e anche un po’ misteriose pianure dell’Asia Centrale: è da lì che arriva questo superbo molosso, che al primo incontro può perfino suscitare una sorta di timore ma che a una valutazione più attenta rivela, al di là dello sguardo fiero e della possanza un impercettibile dolcezza negli occhi.

“Vivibile”: è questo l’aggettivo intendendo che si tratta di un animale che sa fare il
proprio dovere di guardiano e difensore, attingendo alle sue origini per ritrovare il coraggio, la tempra, l’equilibrio e la combattività indispensabili ad un cane da lavoro; che non deve essere “una macchina per mordere” non gestibile e ciecamente aggressivo, ma uno “strumento” assolutamente affidabile nel contesto della famiglia, capace però di trasformarsi in potente “macchina da guerra” verso qualunque estraneo minaccioso.

 

  
 

Dotato di un forte comportamento territoriale, il Pastore dell’Asia Centrale è infatti apertamente ostile agli estranei, uomini o animali che siano, che nelle steppe da cui proviene sono quasi sempre potenziali nemici da combattere e respingere. Costantemente circondato da lupi, volpi, orsi o predoni a due gambe, non può certo permettersi distrazioni o cali di tensione, ma deve necessariamente essere un guardiano insuperabile, attento e incorruttibile. Estremamente rustico, temprato da secoli e secoli di vita nella steppa, scanditi da estati soffocanti e inverni rigidissimi, è anche molto frugale per quanto riguarda l’alimentazione: i pastori nomadi, suoi padroni da sempre, non si preoccupavano certo di fornirgli una dieta bilanciata completa di integratori vitaminici ….
Ed è proprio la durezza di quella vita ad aver eliminato dal ceppo della razza i soggetti portatori di patologie che potessero limitarne la funzionalità, tanto che in Occidente la razza gode di ottima salute, come del resto tutte le razze primitive poco manipolate dall’uomo cioè quelle allevate in condizione di isolamento geografico, difficoltà ambientali e con finalità esclusivamente funzionali.

 

  
 

 

Standard di razza

Gruppo: cani di tipo Pinscher e Schnauzer, molossoidi e cani Bovari svizzeri.

 

Sezione: Molossoidi, tipo cane da montagna.

 

Tipo di costituzione: possente, con ossatura massiccia e muscolatura molto sviluppata. Pelle spessa con tessuto sottocutaneo molto sviluppato e sufficientemente elastico, che forma spesso delle pliche nella regione del collo.

 

Indice del formato: maschi 100-105; femmine 102-108.

Altezza al garrese: per i maschi non meno di 65 cm., per le femmine non meno di 60 cm.

Comportamento: reattivo, equilibrato e tranquillo. Tipica è la difesa sotto forma attiva.

Caratterizzazione sessuale: molto marcata. I maschi sono più forti e massicci delle femmine.

Mantello: pelo diritto, spesso, con sottopelo più sviluppato. Il pelo si mostra più corto e ben aderente al corpo sulla testa e sulla parte anteriore degli arti. Secondo la lunghezza sono presenti due tipologie di pelo: a pelo lungo (7-8 cm.); soggetti a pelo corto (3-7 cm.).

Testa: massiccia, cranio largo con zigomi ben sviluppati. La fronte è piatta. Il muso è più corto della lunghezza del cranio, largo tra gli occhi, si restringe in direzione del tartufo. Visto di fronte e dall'alto il muso appare rettangolare, il suo profilo è tronco con il labbro superiore spesso che pende leggermente. Il tartufo è nero, ma nei cani dal colore chiaro è ammesso il tartufo marrone.

Orecchie: piccole, pendenti, attaccate basse e di forma triangolare. Mozzate.

Occhi: scuri, ben aperti, rotondi, disposti orizzontalmente.

Dentatura: denti bianchi, forti e allineati. Incisivi disposti su una linea retta e chiusi a forbice.

Collo: corto, portato basso, con angolatura da 30° a 40° rispetto alla linea del dorso.

Torace: profondo, largo, di forma leggermente arrotondata. La linea inferiore deve trovarsi all'altezza dei gomiti o più in basso.

Ventre: moderatamente retratto.

Garrese: alto e ben marcato soprattutto nel maschio. L'altezza del garrese è superiore di 1 o 2 cm. rispetto all'altezza della groppa.

Lombi: corti, larghi e legermente arrotondati.

Groppa: larga, muscolosa, quasi orizzontale.

Coda: attaccata alta, a forma di falce, lunga ai garretti e mozzata.

Arti anteriori: di fronte sono diritti e paralleli. Avambraccio diritto, molto massiccio e lungo. Metacarpo corto, forte, diritto e largo. La lunghezza degli arti anteriori misurata ai gomiti è leggermente superiore alla metà dell'altezza al garrese.

Arti posteriori: disposti parallelamente; aperti al livello dell'articolazione della grasella o del garretto. Gamba corta, metacarpi forti e larghi in appiombo.

Piedi: forti, ovali e compatti.

Andatura: le andature più caratteristiche di questa razza sono il trotto pesante e accorciato ed il galoppo. Al trotto gli arti si muovono seguendo una linea retta, con una tendenza degli anteriori a seguire una linea mediana.