Aborigeni tagiki: un’esperienza come nessun’altra.

Aborigeni tagiki: un’esperienza come nessun’altra.

C’è qualcosa di profondamene emozionante nel poter condividere un’amicizia con animali “ai confini” della domesticazione, smuove in noi una sorta di atavica risonanza le cui note appartengono ad un tempo remoto in cui eravamo realmente parte dell’ecologia animale.

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I cani aborigeni, cioè tutti quei cani delle diverse popolazioni che ancora oggi vivono nel loro paese d’origine, sono veri e propri “attrezzi da lavoro”. Nella maggior parte dei casi, piuttosto diversi dal surrogato che ci hanno fatto conoscere recentemente gli standard FCI e il mondo espositivo.

Anche se dovrebbe essere così per tutte le razze, per questi ci sono una serie di caratteristiche e necessità da non sottovalutare o prendere alla leggera. Per riuscire a convivere con loro è d’obbligo uno stile di vita dove gli spazi naturali siano sufficientemente grandi e in qualche modo vengano riproposte almeno alcune delle condizioni essenziali originarie.

Prima di avventurarvi in una relazione con questa tipologia di cane, è meglio considerare attentamente alcuni loro comportamenti e fattori.

Comportamenti aggressivi nei confronti di cani e gatti del vicinato e tutti quegli animali che non saranno parte del loro “branco” sociale. Sono guardiani naturali e fanno il loro dovere.

Comportamenti violenti verso gli estranei, che generalmente non sono ben tollerati da soggetti naturalmente diffidenti. La diffidenza verso gli estranei è intrinseca nei cani da guardia.

Comportamenti ostili che possono essere messi in atto anche nei confronti di quel padrone che pretende assoluta e immotivata obbedienza con modi caporaleschi. Ricordatevi che avete a che fare con un animale che lavora al fianco dell’uomo  in modo indipendente mantenendo uno stile di vita semi-selvatico.

Non dovranno mai essere spronati o incitati all’aggressione verso nessuno e in nessun modo. Hanno un’alta dose di aggressività innata, se indotti, stressati da prove di attacco o test caratteriali dell’ultima ora, possono diventare molto pericolosi.

Comportamenti di fuga: alcuni di loro non amano essere rinchiusi o limitati da recinzioni e anche se gli si mette a disposizione parecchio spazio, al crepuscolo tendono ad esternare l’innata natura indipendente che gli contraddistingue. Fughe dai loro territori di residenza possono durare ore, questa voglia di perlustrare aumenta molto durante il periodo primaverile.

Comportamento predatorio istintivo verso altri animali, anche quelli domestici: questi cani sono abituati a procurarsi il loro cibo da soli, e durante le loro fughe, ma non solo, predano tutto ciò che trovano.

Comportamenti distruttivi: scavano enormi buche nel giardino da utilizzare come tane… si cibano di pomodori nell’orto, i cuccioli distruggono in poco tempo piante, fiori e praticelli all’inglese. Recinzioni divelte, cucce in legno che vengono devastate, la targa dell’auto parcheggiata che viene smontata e masticata o la sella dello scooter svuotata della sua imbottitura etc. spesso sono solo routine quotidiana.

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Non dovrebbero mai essere chiusi a lungo in piccoli recinti o box di canile.

Zuffe violente tra soggetti dello stesso sesso, pericolose e difficili da sedare, soprattutto se ci sono femmine in estro nelle vicinanze.

Non sono i cani più facili da gestire con i bambini: anche se una convivenza è più che possibile, bisognerà educare bambino e cane al rispetto reciproco fin dalla più tenera età. Una supervisione attiva da parte di un adulto esperto sarà sempre necessaria durante l’interazione tra i due.

Limitata capacità nel rispondere positivamente ad un addestramento/educazione: Pretendere il “piede-seduto-resta” è un’utopia. La disciplina assoluta non è nella loro natura e un addestramento all’obbedienza rischia di “comprimere” il loro vero carattere. Sarà già un buon risultato se il cane ritornerà al vostro richiamo o rimarrà nei vostri dintorni durante una passeggiata.

Quando ci si assenta o si deve andare in vacanza sono pochissime le pensioni per cani in grado di gestirli ed ospitarli.

Sono cani problematici nel ricollocamento se il primo proprietario non sarà più in grado di detenerli: una volta stabilito un attaccamento ad un nucleo sociale questo diventerà per loro un legame molto forte e difficile da ricostituire con altri.

Sere-e-Manta-

Non sono “tigri feroci”.

Decidere di avere un cane di questo tipo è tuttavia un impegno non indifferente.  Mi raccomando, siate realistici, pensateci, prima.